Ri-progettazione condivisa dello Spazio Giochi di Protezione della Giovane
“La mano è quell’organo fine e complicato nella sua struttura che permette all’intelligenza non solo di manifestarsi, ma di entrare in rapporti speciali con l’ambiente: l’uomo si può dire, prende possesso dell’ambiente con la sua mano e lo trasforma sulla guida dell’intelligenza, compiendo così la sua missione nel gran quadrato dell’universo”.
Le parole di Maria Montessori tratte da uno dei suoi testi, Il segreto dell’infanzia, vengono racchiuse in una cornice blu appesa ad una delle pareti dello Spazio giochi di Protezione della Giovane. Silvia ed io lo appendiamo con un filo di spago proprio in corrispondenza allo spazio pensato per la lettura, in cui bambine e bambini possono trovare albi illustrati dedicati e pensati per loro. Lo appendiamo quando tutto ha trovato un suo posto e ogni posto la sua cosa, come a celebrazione di questo portare a compimento un progetto che avevamo nel cuore da tempo e che ha trovato luce proprio nel fare. Un compimento che corrisponde ad un Nuovo Inizio, un ambiente rinnovato, pensato e condiviso pronto ad accogliere i bambini e le bambine, accompagnati dalle mamme, dalle figure educative e dalle volontarie che ogni giorno prestano servizio presso Casa della Giovane, associazione veronese nata all’inizio degli anni ’80 per rispondere alle problematiche sociali legate all’emergenza abitativa femminile. Nello specifico offre un servizio di accoglienza, di ascolto e un appoggio alle donne in difficoltà, lontane o allontanate dal proprio nucleo familiare, o che ne sono prive. Da qualche anno “Il Melograno” di Verona ha scelto di dare il proprio supporto attraverso la promozione di progetti realizzati dalle Operatrici della Nascita, pensati, condivisi e cuciti a misura dei bisogni di questa realtà: attività laboratoriali con mamme e bambine e bambini, cicli di formazione per le volontarie del progetto ed ora la ri-progettazione dello Spazio Giochi in cui ogni giorno i bambini e le bambine possono trovare accoglienza durante la loro permanenza. In un luogo infatti di transito, si è pensato di predisporre un ambiente che può avere un sapore di Casa, dove si possono trovare materiali e oggetti preziosi che rispondono al bisogno di bellezza, di fare e di scoprire che ogni bambino e ogni bambina ha. Uno spazio per i più grandi che possono svolgere attività a tavolino come vassoi di legno che accolgono travasi, infilature, scatoline da aprire e chiudere; vicino all’angolo morbido, pensato per i più piccoli, cestini morbidi contengono sonagli, strumenti musicali, le prime costruzioni. Utensili in metallo, ceramica e vetro si possono utilizzare nella cucinetta di legno; un angolo per le arti grafiche pittoriche e uno spazio dedicato a chi scrive e sa far di conto per potersi dedicare un tempo lento per esercitarsi.
Un luogo in cui ogni bambina e ogni bambino può scegliere liberamente un lavoro, un’attività, seguendo quello che Maria Montessori definisce come “la voce delle cose”. Un tempo lento in cui potersi concentrare grazie all’ordine e alla bellezza che caratterizza i materiali e l’ambiente, un ambiente quindi a misura di bambino e di bambina.
Un ambiente che fa da Maestro, in cui l’adulto ha l’importantissimo compito di esserne il custode, di prepararlo e di curarlo.
Ecco dunque l’importanza di aver condiviso con le volontarie e con le figure educative di riferimento il pensiero di bambino che ne sta alla base. Prezioso è stato prenderci un tempo e uno spazio dedicato per condividere regole, buone pratiche, evoluzioni dell’ambiente e del materiale, così come riflettere insieme sull’importanza dell’osservazione, in un’ottica di sostenibilità futura, ricordando che è proprio a partire dal presente che la nostra pratica educativa può gettare semi di pace.